Mongol Rally 2011

Il 23 luglio prenderà il via l'edizione 2011 del Mongol Rally, una gara non agonistica a scopo benefico organizzata dall'associazione no profit “The Adventurists
La gara, che dal 2004 si ripete ogni anno, ha l’obiettivo di raggiungere Ulan Batore’, capitale della Mongolia, partendo da una qualsissi città del mondo.
 
Giunti a destinazione le vetture parteciapnti verranno donate in beneficenza assieme a quanto i partecipanti saranno stati in grado di raccogliere: le squadre che si iscrivono al Mongol Rally hanno infatti l’obbligo di raccogliere almeno £ 1.000 da devolvere in beneficenza. I fondi saranno donati alla fondazione ufficiale del Mongol Rally: la Christina Noble Children's Foundation che segue diversi progetti in Mongolia soprattutto mirati a migliorare la vita dei bambini più sfortunati.
In particolare i fondi del Mongol Rally sono destinati ad aiutare le spese di funzionamento del Blue Skies Ger Village a Ulan Bator.
  
Quest'anno saranno ben 446 i Team partecipanti di cui 23 dall’Italia (nel 2010 sono stati 340 di cui 11 Italiani).
Anche Pneusmarket parteciperà all'iniziativa come sponsor del team "I MONGOLI" composto dai giovani E. Faccioli e A. Ciscato i quali, a bordo di una Seat Ibiza gommata MARANGONI, cercheranno di raggiungere Ulan Batore’ partendo da Milano, percorrendo così circa 14.000 Km, ovvero 1/3 della circonferenza della Terra!
Il percorso scelto (non esiste un percorso oblligatorio) segue la “Via della Seta” che attraversa Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Kyrgyzstan, Tagikistan, Kazakhstan, Russia, fino a raggiungere la Mongolia.
 
Per chi desiderasse maggori informazioni può visitare la pagina dedicata al "nostro" TEAM:
Di seguito invece potete seguire le loro avventure su cui vi terremo costantemete aggiornati...
  
Da tutti noi un buon viaggio e buona fortuna!

guarda il VIDEO

 23 Luglio:  SI PARTE!!!
 
 28 Luglio:
Siamo a Tabriz meravigliosa citta Iraniana.. Abbiamo tirarato il più possibile nei primi giorni quando le strade ce lo permettevano.. 4.181 km in 5 giorni.. non male.. tutte tappe lunghissime a parte oggi Van Tabriz dove abbiamo anche dovuto guadare un fiume (la macchina ha tenuto..)

Domani il programma è Tabriz Teheran 626 km.. poca roba rispetto a quello che siamo abituati.. poi finalmente un giorno di riposo per i piloti e la nostra Ibiza!
 
No, l'auto non è in panne: frontiera Bulgaria-Turchia, caos pazzesco, decidiamo di dare alla Ibiza un pò di tregua e la spingiamo a mano!
 
 
Ci siamo: passata la frontiera Turchia Iran.
 
Dietro l'Ibiza il fiumiciattolo che abbiamo guadato.
 
 29 Luglio: 
finalmente abbiamo una connessione internet (qui le possibilità di connessione sono scarse e proseguendo difficilmente migliorerà) per aggiornarvi sugli ultimi avvanimenti.
 
Siamo in Iran e, visto lo stile di guida degli automobilisti locali, l'incidente era solo una questione di tempo:
ci avviciniamo ad una rotonda con auto che sfrecciano da tutte le direzioni, rallentiamo, ma la robusta vettura di fabbricazione iraniana che ci segue non fa lo stesso... ci centra in pieno! subito tensione, poi quando scendiamo e scopriamo che l'ibiza non ha un graffio scoppiamo a ridere. Ridono divertiti anche gli iraniani, così li salutiamo con sorrisi e strette di mani.
 
Poco piu tardi su una polverosa e desolata strada scopriamo che anche la polizia iraniana possiede gli autovelox: L'ibiza va troppo veloce e scatta la paletta! Temiamo una multa salata e ore perse, invece ce la caviamo con sorrisi e un please "drive slowly".

E' divertente vedere come il nostro passaggio susciti la curiosita' di tutti: ad ogni sosta qualcuno ci chiede di fare una foto. Del resto in questa parte remota dell'Iran sono in pochi ad aver visto due stranieri con la stessa t-shirt ed una macchina tappezzata di adesivi..
 
 30 Luglio: 
E oggi siamo già in Iran a Sabzevar, circa 250 km dal confine con il Turkmenistan.
 
 04 Agosto: 
Ciao a tutti, siamo arrivatia Khiva, città-museo incredibilmente conservata lungo la via della seta.
Per giungere fin qui abbiamo attraversato tutto il Turkmenistan per il lungo, da Ashgabat verso nord, dormendo - o meglio sudando (minima 36° - massima 49,5°) - in mezzo al deserto Karakum.
  
Prossime tappe Bukhara e Samarcanda sempre in Uzbekistan per poi sconfinare in Tajikistan.
Un grosso saluto a tutti e al prossimo aggiornamento... internet e' sempre piu difficile da trovare!
 
La nostra Ibiza lungo le mura della città di Khiva, davanti alla porta d'entrata:

 
 15 Agosto: 
Ciao a tutti, eccoci di nuovo, finalmente, dopo una settimana di buio.
Siamo ad Almaty, in Kazakistan. Ci eravamo lasciati a Khiva in Uzbekistan. Poi sempre in Uzbekistan lungo la Via della Seta (ormai rinominata Via della Seat) Bukhara, Samarcanda (tutte e tre fantastiche) e infine Tashkent, la capitale (scelta obbligata perche' la frontiera con il Tajikistan via Samarcanda era ed e' tuttora chiusa), dove abbiamo cambiato le 4 gomme.
Da Tashkent siamo partiti alla volta di Dushanbe (Tajikistan). Alla frontiera Uzbekistan-Tajikistan abbiamo incontrato un equipaggio di irlandesi (Nissan Almera) e uno di anglo-australiani (Fiat Punto) con cui abbiamo affrontato i giorni successivi.
Alla frontiera ci hanno pure misurato la febbre e ci hanno disinfettato le gomme dell'auto! Curioso.
A mezzogiorno entriamo in Tajikistan. E' tardi e siamo costretti a guidare anche con il buio. Prima dobbiamo affrontare un passo a 3000 mt completamente senza asfalto. Solo sassi e buche. Strapiombo da una parte. Solo Camion e Jeep. Nessuna macchina 'normale' tranne noi tre.
Fatto il passo dobbiamo affrontare il tunnel della morte (ANZOB TUNNEL). 5 km in  45 minuti cosi (http://www.youtube.com/watch?v=j-a9CxHUYyA). Completamente buio. Non una luce. Buche altissime. Acqua ovunque. Smog pazzesco. Camion che corrono come dei pazzi. Riusciamo a uscire vivi, anche grazie all'aiuto di un signore del posto che con una Toyota ci apre la strada migliore). Usciamo stremati. Tenda e si dorme.
Giorno successivo attraversiamo Dushanbe e arriviamo a Kalaikhum. Anche qui la strada che costeggia   il fiume che separa il Tajikistan con l'Afganistan e' davvero hardcore. Ma e' davvero bellissima. Paesaggi, colori, sensazioni indescrivibili.
Il giorno dopo ancora arriviamo a Khorog, punto di partenza per la Pamir Highway. Quello che abbiamo visto nei 2 giorni seguenti (i 728 km che portano da Khorog ad Osh, in Kirghizistan) e' qualcosa di assolutamente incredibile. I paesaggi sono mozzafiato. Le montagne, i fiumi, i laghi, le yurte, gli anziani, i bambini, gli animali. Abbiamo avuto la fortuna di pranzare ospiti in una yurta e anche di dormirci una sera (a 4200 mt). Siamo passati dai 58 gradi a sottozero.
Sta andando davvero tutto benissimo. Incrociamo le dita.
Un abbraccio a tutti. Il prossimo aggiornamento speriamo sia da Ulanbator!!!
 
 
 22 Agosto: E' fatta!! 
Ciao a tutti, non ci sembra vero ma oggi siamo finalmente a Ulan Bator!
E' stata un'esperienza incredibile, in certi momenti anche difficile, ma certamente impagabile: 14.800 chilometri attraverso Slovenia, Croazia, Serbia, Bulgaria, Turchia, Iran, Turkmenistan, Uzbekistan, Tagikistan, Kirgyzistan, Kazakistan, Russia e Mongolia, tre deserti e vette da quasi 5 mila metri.
In questo questo viaggio abbiamo apprezato sguardi, paesaggi, sorrisi che mai avremmo pensato di poter incontrare.
Allafine, l’eroica auto è rimasta in Mongolia, in beneficenza, come prevedeva il regolamento, assieme ad oltre mille sterline in aiuti e ai pneumatici Marangoni che ci hanno portato stoicamente fino alla fine di questo lunghissiomo viaggio.
Grazie a tutti!